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Grupo Aluigi Triathlon Program Riccione 2019

Challenge Riccione 2019: emozioni a non finire anche da spettatore

Devo dire la verità, per un brevissimo momento mi era saltato in testa di iscrivermi all’ultimo al Challenge a Riccione, preso forse dalla carica ed energia dei miei compagni di allenamento di Aluigi Triathlon Program che si stavano preparando ad affrontarlo, ma poi ha subito prevalso il buon senso nella mia testa, facendomi capire che dopo il mio primo IronMan affrontato da poco in Sud Africa il mio corpo e soprattutto la mente avevano bisogno di staccare un po’ la spina.

Ci tenevo comunque tantissimo ad essere a Riccione, non solo perché la reputo una bellissima gara in quella che è la mia vera casa, la Romagna, ma soprattutto perché volevo essere lì per tutti i miei compagni e gli atleti che l’avrebbero affrontata. So quanto può fare la differenza sentirsi caricare ed incitare dal pubblico durante una gara del genere, in maniera particolare durante la frazione corsa che è quella finale e più dura, dove oltre ad essere una sorta di lotta fisica è principalmente una lotta mentale.

Il format del Challenge Riccione prevede due giornate ricche di emozioni e gare: al sabato lo sprint femminile e maschile (750m di nuoto, 20km di bici e 5km di corsa) e l’evento clou alla domenica con la mezza distanza (1.900m di nuoto, 90km di bici e 21km di corsa).

Consiglio a tutti quelli che si vogliano avvicinare al triathlon o semplicemente sono curiosi di vedere come funziona, di assistere al sabato allo sprint, una gara molto veloce da come dice la parola, dove si gareggia fin dall’inizio a mille con il cuore quasi sempre in gola. Tanti amici e compagni l’hanno affrontata ed anche per me è stata negli anni passati una delle prime gare che ho affrontato e che mi ha (passatemi il termine) “sverginato” nel triathlon. Ora mi sto concentrando su distanze più lunghe come l’half distance (1.900m di nuoto, 90km di bici e 21km di corsa) o il full (3.800m di nuoto, 180km di bici e 42km di corsa), ma inserisco sempre qualche gara di sprint nella mia preparazione in quanto è molto utile per sentire il clima gara e soprattutto per fare un lavoro sulla velocità specialmente nelle transizioni.

Il meteo nell’ultimo periodo non era sicuramente primaverile, direi più invernale, e le previsioni per la domenica non erano delle migliori. Per quasi una settimana prima della gara la chat che abbiamo con il nostro gruppo sembrava essere gestita dal Colonnello Giuliacci con immagini e link a previsioni meteo. La cosa bella però che ho notato è stata che nessuno del gruppo abbia mai parlato di non partecipare se il meteo non fosse cambiato, anzi, qualcuno aveva anche scritto che niente l’avrebbe fermato, pure se scendeva Poseidone in persona!

La gara: Challenge Riccione 2019

Ecco arrivata finalmente la domenica della gara. Il meteo, al contrario di quanto previsto, sembrava essere clemente per garantire lo svolgimento della frazione in mare e quindi era stato scampato il “pericolo” del duathlon (cioè sostituire il formato nuoto-bici-corsa con il formato corsa-bici-corsa, come era successo a me in Nuova Zelanda). Ci tengo a dire che ho usato il termine “pericolo” in senso positivo in questo caso, la sicurezza prima di tutto, ci mancherebbe! Ma so cosa passa per la testa agli atleti che negli ultimi mesi hanno fatto tanti sacrifici per essere pronti ad affrontare tutte e tre le frazioni. Sono arrivato prestissimo a Riccione in quanto volevo respirare quell’aria di emozione e preparazione che avvolge ogni pre-gara e volevo essere vicino al mio amico e compagno Thomas che era alla sua secondo esperienza con la mezza distanza e questa volta più carico e concentrato che mai, frutto di ultimi mesi di allenamenti intensi e soprattutto arricchito dall’esperienza dell’anno prima in questa distanza. Devo ammettere che non stavo nella pelle per lui e per i miei altri compagni di Aluigi Triathlon Program che si accingevano ad affrontare la gara, ma sono sincero nel dire che non li ho invidiati per niente in quanto le condizioni atmosferiche erano davvero al limite e le nuvole dietro di noi erano un presagio della fitta pioggia, ma non solo, che sarebbe caduta da lì a breve.

Thomas prontissimo ad affrontare la prima frazione del nuoto

Prima frazione: nuoto 1.900m

Pronti via si parte con i PRO uomini, tra cui spiccavano grandissimi atleti come Giulio Molinari (che ho avuto la fortuna di conoscere in Sud Africa) e Mattia Ceccarelli, atleta romagnolo che negli ultimi tempi sta sfornando prestazioni fantastiche. Dopo i PRO uomini è stata la volta delle PRO donne e poi hanno incominciato a partire le varie batterie divise per età. Nel gruppo di Aluigi Triathlon Program siamo atleti di diverse età e quindi dall’inizio alla fine è stato un continuo di urla di incitamento “dai Antonio!” “vai Paco!” “forza Giorgia!”. Da come avete capito sono molto di parte ed il focus era per me sul mio amico Thomas partito concentratissimo e che ha completato una frazione nuoto da paura.

T1

Nell’affrontare la T1, cioè il momento in cui dal nuoto si passa alla bici, è uscito come una scheggia dall’acqua ed è stato impassibile in volto, concentrazione a mille! La T1 in Romagna penso sia una delle più lunghe perché la spiaggia è molto grande e per arrivare alla strada dove sono posizionate le biciclette dal mare bisogna correre un bel po’! Lo ricordo bene dallo scorso anno dove sono arrivato con il fiato un po’ corto in transizione.

T1 velocissima per Thomas

Seconda frazione: bici 90km

Oltre a Thomas ho corso anche io per raggiungere la strada perché non volevo perdermi la partenza in bici che è sempre rapidissima, ma almeno un urlo di incitamento a lui e tutti gli altri compagni di squadra sono riuscito a darlo! Da adesso per le prossime 2 ½ / 3 ore tutti erano impegnati ad affrontare il percorso bici da 90km che quest’anno si componeva di due giri tra Coriano e Faetano nella Repubblica di San Marino. Per loro era il momento di continuare a faticare mentre per me è stato il momento di relax, seduto al bar a bere un buon caffè, ma la testa era come se fosse sulla bici insieme a loro. Pregavo e speravo che il tempo potesse rimanere buono come lo era stato per la frazione del nuoto, so cosa vuol dire pedalare sotto la pioggia e il vento freddo (grazie Olanda!) e non è per niente bello, soprattutto quando si affrontano discese e curve impegnative.

T2

Neanche il tempo di finire il caffè che sento subito i clacson in lontananza delle moto apripista che stanno solitamente ad indicare che arrivano i primi della corsa. In T2, cioè il momento in cui dalla bici si passa alla corsa, ecco arrivare proprio Giulio Molinari e Mattia Ceccarelli a pochissimi secondi di distanza l’uno dall’altro. Posizionata la bici e tolto il caso hanno infilato le scarpette da corsa e sono partiti subito velocissimi per affrontare l’ultima frazione della mezza maratona a piedi. Tenevano dei ritmi molto alti correndo a 3:30min/km, bravissimi! Appena hanno svoltato sul lungomare ecco arrivare tutto quello che gli atleti in primis, ma soprattutto gli spettatori e gli organizzatori desideravano non arrivasse mai: calo brusco delle temperature, pioggia intensa e una fitta grandinata! Il mio pensiero era a Thomas e a tutti gli atleti sul percorso bici, come detto in precedenza non li stavo invidiando per niente! Mi sono posizionato insieme ad altri amici sotto ad una tettoia prima dell’arrivo in zona cambio (dove vengono sistemate le biciclette una volta scesi) ed abbiamo iniziato ad incitare gli atleti che arrivavano. La pioggia era davvero intensa e le temperature basse, molti atleti faticavano a tenere la bici dritta da quanto tremavano. Purtroppo alcuni atleti non si son preparati bene lato abbigliamento e non avevano con loro una giacca antipioggia/antivento e sono arrivati in zona cambio stremati senza avere modo di poter più continuare. Immagino la loro arrabbiatura, ma secondo me sono stati molto saggi a decidere di fermarsi perché bisogna prima di tutto pensare al proprio corpo e alla propria salute e sicuramente è una lezione imparata per la prossima gara! Dopo poco meno di tre ore dalla partenza in bici ecco passare i nostri compagni, affaticati ma con il sorriso e ancora carichissimi! Ecco anche Thomas, con la sua giacca antipioggia bianca passare cattivo e prontissimo per la corsa.

Il nostro “Capitano” del gruppo Antonio all’arrivo

Terza frazione: corsa 21km

Ci siamo spostati tutti sul lungomare per assistere all’ultima frazione ed incitare i compagni e tutti gli altri atleti sul percorso. Mamma mia che gara, condizioni al limite, ma la determinazione e la preparazione degli atleti sul percorso era altissima ed ha permesso a tutti quelli che stavano affrontando la mezza maratona di finire la loro gara. Io penso che dopo aver affrontato una frazione bici in quelle condizioni sia stata durissima correre, ma so anche che dopo mesi e mesi di sacrifici ed incastri tra lavoro, vita privata e allenamenti, niente avrebbe potuto fermarli! Ma ripeto, ascoltare sempre la testa e i segnali che ci manda il corpo, non è assolutamente un fallimento non finire una gara! Se le condizioni non lo permettono è meglio fermarsi, pensare qualche giorno dopo la gara a mente fredda a cosa non abbia funzionato ed essere poi più forti e pronti per la gara successiva, anche i più grandi professionisti del triathlon lo insegnano!

La pioggia era finalmente cessata e si intravedeva anche uno spiraglio di sole che sicuramente ha trasmesso positività a tutti gli atleti, ma quello che ha dato più energia è stato a detta di tutti il tifo, come successo per Thomas che nonostante un fastidio al ginocchio che si è presentato ha stretto i denti ed ha terminato l’ultimo km in progressione! Grande mentalità e soprattutto grande motore! Menzione speciale anche per tutti gli altri compagni che hanno terminato una gara che a vederla da fuori secondo me non ha avuto niente da invidiare ad un full distance vedendo le condizioni climatiche! Complimenti al Capitano Antonio, Paco, Andrea, Samuele, Manuel e soprattutto a Giorgia e Silvia che hanno avuto sempre il sorriso a mille e hanno chiuso la loro prima esperienza in una gara di mezza distanza come se fossero state già alla loro terza o quarta esperienza! Menzione speciale anche a Chiara che ha gareggiato nella staffetta, ma ha dovuto affrontare la parte più dura e cioè la frazione bici al freddo e con secchiate d’acqua che cadevano dal cielo!

L’amicizia prima di tutto: stanchi, ma felici!

Spero il prossimo anno di poter tornare a Riccione e magari gareggiare al fianco dei miei compagni di allenamento e di squadra dell’ASD Triathlon Duathlon Rimini che sono anche gli organizzatori della manifestazione, complimenti a loro per gestire questa macchina anche in queste condizioni climatiche e un grandissimo applauso a tutti i volontari e tifosi che sono stati dall’inizio alla fine a disposizione di tutti gli atleti!

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