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Nick Finish Line

Svolgere un IronMan in solitaria? Fatto!

Un 2020 che ha scombussolato il piano gare per tutti noi triathleti e sportivi a livello mondiale, dai professionisti agli amatori, nessuno escluso. Personalmente quest’anno avevo in programma di partecipare al Challenge DATEV Roth in Germania, ma dato che l’evento è saltato ho optato invece per un viaggio in bicicletta che mi ha portato dalla Romagna alla Baviera.

E proprio in Baviera, luogo dove si sarebbe dovuto svolgere il Challenge DATEV Roth a luglio, ho deciso, in concerto con il mio allenatore Francesco Aluigi di Aluigi Triathlon Program, di svolgere un IronMan in solitaria, autogestito con il supporto della mia compagna e famiglia!

Dopo i mesi di lockdown, passati in casa come la maggior parte delle persone in Italia, ho ripreso ad allenarmi in vista di una possibile partecipazione ad una qualsiasi gara di media/lunga distanza a settembre. Durante i mesi in casa ho chiaramente ridotto drasticamente il volume e l’intensità dei miei allenamenti, ma ho comunque cercato di tenere un buon livello di fitness, svolgendo sessioni quotidiane nelle quali alternavo lavori a corpo libero, con elastici e sessioni sui rulli. Una buona ora e mezza al giorno per tenermi comunque attivo e lucido mentalmente, in modo da avere una buona base dalla quale poi ricominciare la mia costruzione post lockdown.

La decisione di svolgere un IronMan in solitaria è stata presa dopo che l’ennesima gara del 2020 alla quale mi ero iscritto, il 70.3 a fine settembre a Bled in Slovenia, era stata cancellata. Già per molti potrebbe sembrare una cosa da folli quella di svolgere un IronMan in autonomia e non all’interno di una gara. Aggiungeteci poi che nella settimana precedente a questo “full distance autogestito” avevo pedalato dalla Romagna in Baviera per oltre 800km in cinque giorni…

“A narrischer” (traduzione dal bavarese: un matto) come ha esclamato mio nonno Willy quando gli ho detto di quello che sarei andato a fare il giorno seguente. Dato che sono spesso sia d’estate che in inverno dai miei nonni, conosco la zona come le mie tasche e sapevo già dove poter svolgere questo full distance in solitaria. Dopo aver messo nero su bianco il percorso ed aver fatto un briefing a quello che sarebbe stato il mio support team per la giornata (la mia compagna Jessica, mio fratello Patrick e la sua compagna Sina), ho preparato tutto il materiale che mi sarebbe servito il giorno dopo.

L’obiettivo di questo IronMan in solitaria era di svolgere un importante allenamento, curando bene tutti gli aspetti (dall’alimentazione alla tecnica per ogni disciplina), mentre l’aspetto del tempo finale era, diciamo così, di secondaria importanza, anche perchè come detto arrivavo da una “traversata delle Alpi” importante e poi, cosa non da poco, il percorso bici era aperto al traffico veicolare e non.

Prima frazione: nuoto 3.800m (1h 10m 35s 1:51min/100m)

Essendo la zona dove risiedono i miei parenti ricchi di laghi alpini, la mia scelta dove svolgere la frazione nuoto non poteva che non cadere sul Lago Waginger See, a 15km dal paese dei miei nonni, ed il lago dove ho imparato a nuotare da bambino grazie a mio nonno e dove ho trascorso tante estati. Fortuna ha voluto che la famiglia della compagna di mio fratello ha una piccola casetta di legno sul lago con un pontile, luogo perfetto per organizzare anche la zona cambio!

Mi metto la muta e dopo un buon riscaldamento a secco eccomi partire per affrontare la prima frazione della giornata. Al mio seguito vi era la mia compagna di mille avventure Jessica, che non solo ha voluto essermi accanto durante questa piccola impresa, ma ha anche fatto delle foto bellissime della nuotata!

Avevo deciso di fare un nuoto controllato e tranquillo, senza esagerare, anche perchè la giornata era ancora lunga. Nuotare in un lago ha i suoi vantaggi ed i suoi svantaggi. Un vantaggio è sicuramente il fatto che vi è quasi totale assenza di corrente nel caso del Waginger See, ma come svantaggio, l’acqua è completamente buia e scura perchè ricca di sedimenti e fanghiglia. Non è stato comunque un problema per me, anche perchè come detto conoscevo già il lago e soprattutto durante i miei anni di vita in Olanda avevo la possibilità di nuotare solo in laghi o fiumi.

T1 (1:21”)

Affrontata relativamente veloce, in quanto lo spazio era quello che era, ed in men che non si dica ero già sulla strada.

Seconda frazione: bici 180,25km (5h 32m 19s media 32.5km/h dislivello 1.290m)

La cosa bella di questa parte del mondo, così come un po’ tutto il Nord Europa, è che ci sono belle piste ciclabili ovunque. Per questo il percorso che mi ero creato, pensando anche ai rifornimenti, era costituito da una sorta di otto che ho percorso per quattro volte. Il cerchio più alto dell’otto era costituito da un giro completo intorno al lago, mentre la parte inferiore dell’otto, un po’ più allungata nella forma, seguiva la ciclabile lungo le colline che separavano il lago dalle montagne. Neanche il tempo di salire in sella che mi ritrovo un ape sulla coscia e tac, un bel pizzico! Vabbè, che mi importa, tanto non sono allergico! Ma vi assicuro che per 15-20 minuti è stato particolarmente fastidioso.

La frazione bike si è svolta come da piano, alla media che mi ero prefissato e senza particolari sforzi. Come detto ho prestato molta attenzione, perchè la strada era chiaramente aperta al traffico e di tanto in tanto mi sono dovuto fermare a fare passare qualche bambino che giocava a palla o sono rimasto anche incastrato dietro ad un trattore che aveva deciso proprio in quel momento di usare la ciclabile.. Fatto sta che ogni volta che passavo alla zona ristoro auto-organizzata (gestita dalla mia compagna e mio fratello) l’emozione era tanta, soprattutto per loro!

T2 (0:47”)

Una T2 affrontata molto velocemente. Questo perchè ad attendermi alla dismount line (il cancello di casa dei mie nonni) vi era tutto il vicinato e quindi non ho fatto in tempo a scendere dalla bici che subito mio nonno mi ha preso la bici e mio fratello mi ha dato le scarpette da corsa in mano. Ho solo dovuto mettere il cappello e via sono ripartito subito per l’ultima frazione!

Terza frazione: corsa 42.2km (3h 34m 18s media 5:05min/km)

Come in ogni gara durante la prima parte della corsa le gambe pensano di essere ancora sulla bici e via che frullano come non mai, andando in questo modo a far sì che si tenga un ritmo più sostenuto di quello che si dovrebbe realmente mantenere. A parte i primi metri ho messo subito un freno alle gambe, anche perchè il percorso che avevo scelto per la maratona prevedeva sali e scendi e soprattutto era tutto su sterrato! Chi è del settore sa che correndo sullo sterrato si è un 10-15 secondi più lenti nel proprio passo al km rispetto a correre sull’asfalto. La mia scelta di correre sullo sterrato è stata fatta più che altro per avere un minor impatto a livello muscolare-tendineo e anche perchè volevo fare una sorta di maratona un po’ ignorante a livello di sforzo. In testa non avevo nessun ritmo particolare prefissato, mi sarebbe però piaciuto stare sotto le 3 ore e 30 minuti, ma come detto in precedenza, l’importante era svolgere un buon allenamento solido.

Questa frazione è stata per me la più bella ed emozionante di tutte per tanti motivi:

1) durante la prima parte, i primi 21km, mi ha accompagnato per tutto il tempo la mia compagna Jessica in bici, che oltre a farmi compagnia ha svolto anche il ruolo di fotografa e passa borracce;

2) al giro di boa tutto il vicinato mi ha incitato con una sorta di ola bavarese. Questo mi ha caricato come non mai;

3) la seconda parte della maratona, i rimanenti 21km, mio fratello ha dato il cambio a Jessica in bici e si è scarrozzato una tanica da 5 litri di acqua nello zaino! Scena fantastica quando per qualche minuto mi lasciava indietro in modo da andare a riempire le borracce e consegnarmele poi al mio passaggio. Gli ultimi 3km è sceso anche lui dalla bicicletta ed ha deciso di affiancarmi nella corsa, insieme a Jessica ed alcuni amici che ci seguivano in bici;

4) l’arrivo, con mia nonna che ha organizzato una sorta di finish line con del nastro colorato e tanta birra (analcolica) per festeggiare!

Non avrò partecipato ad un IronMan ufficiale o al Challenge DATEV di Roth, ma fidatevi, per me questo è stato l’IronMan più bello di tutta la mia vita perchè svolto accanto ed insieme alle persone che amo!

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